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Eventi

Un racconto di Natale di montagna

La favola die Natale di un pease di montagna

Con questo racconto vorremo suscitare nel Vostro cuore un´atmosfera natalizia piú profonda.
La Notte die Natale di fine secolo

Paul aveva alle spalle una giornata di lavoro abbastanza faticosa; si reco´ancora in centro, tra la folla rumorosa in cerca degli ultimi acquisti di Natale. Finalmente rientró a casa, si strofino´le mani gelate, pose il cappotto bagnato dalla neve vicino alla stufa ed accese il fuoco; preparó del tè caldo e si accomodo´ sul divano morbido ed accogliente, l´ideale per riposarsi un pó.

Purtroppo peró si rese conto che i pensieri continuavano a tormentarlo e non riusciva a liberarsene. Lo preoccupavano gli impegni del giorno dopo: “ Domani devo addobbare l´albergo – cosa potrei regalare a mia madre? – devo ancora impacchettare tutti i regali …!”

Contemporaneamente osservava il lucciare delle stelle nella tranquilla sera d´inverno. “Paul, dimentica tutto, rilassati, cerca di goderti questa serata” si disse quasi con tono di rimprovero.
“Giorno per giorno i nostri pensieri convivono con impegni, desideri, preoccupazioni …!
Soffia il vento e la neve copre tutto con il suo bianco manto.
Questo pensiero lo rese improvvisamente sereno. Tutti i problemi svanirono e la semplice visione delle luci del vicinato, dei dintorni, lo attirarono – avvertí una strana sensazione; all´improvviso nessun desiderio, nessun problema attraversava la sua mente.

Mentre sedeva tranquillo e rilassato sentí una voce sussurargli: “Paul, vieni, mettiti cappotto e sciarpa, e concediti ancora una passeggiata serale.” Obbedí subito a questo invito e senza neanche rendersi conto si trovó vicino al ruscello del paese, coperto di neve e ghiaccio, camminando spedito nella neve fresca forse per qualche ora; si udiva solo il rumore dell´ acqua e del vento che interrompevano quel grande silenzio.
Mentre camminava si sentiva bene in quel suo mondo, e ad un certo punto udí dall´altra parte del ruscello una voce forte ma familiare, che lo chiamava. “Ehi, giovanotto, cosí tardi ancora in giro?” – “Buona sera”, rispose gentilmente Paul and un vecchio pastore, che gli fece segno di passare dalla sua parte, indicandogli la strada verso il ponte, che si trovava un pó piú in su´. Solo in seguito, giungendo nelle vicinanze di un paesino di montagna, Paul si rese conto di quanto aveva camminato.
“Ti ha mandato Gesú Bambino” disse il pastore, ancor prima di stringerli la mano…
“Devi sapere che Emma” – aggiunse il pastore – “la mia migliore mucca, sta per partorie, … ed io avrei bisogno che qualcuno mi desse una mano.” Se servono due buone mani”, rispose Paul senza esitare pur non nascondendo un certo imbarazzo per qualcosa che non aveva mai fatto prima d´ora e che forse non sarebbe riuscito a fare.

“Se altra gente in altri tempi ha attraversato l´oceano per scoprire nuovi continenti, saremo pur in grado di aiutare una mucca a far nascere il suo vitellino, no?! – aggiunse il contadino. “Ha ragione”, pensó Paul, poi andó verso la stalla sopra la baita, e dall´esterno s´intravedeva una luce tenue.

Giá da fuori si sentiva il lamento di “Emma”. “Eccola”, esclamó il contandino correndo verso un angola della stalla. “Stai tranquilla”, disse ancora, dandone affettuosamente due colpi leggeri sul grande ventre, “ce l´abbiamo quasi fatta”, sussuro´alla vacca, mentre questa guardava Paul con uno sguardo sofferente e lui sentí improvvisamente una gran voglia di aiutare quella povera bestia.
Paul dopo qualche istruzione riuscí giá a tenere ferma la testa dell´animale. I lamenti aumentavano; avrebbe avuto bisogno di tutte le sue forze, ma queste lo stavano lentemente abbandonando. Improvvisamente la vacca vacilló e il contadino allora richiamó Paul con voce affannata ma ferma: “Tienila ferma davanti che io tiro di dietro, vedrai è subito finito!” Il respiro regolare di “Emma” convinse Paul che si era rilassata, e il suo sguardo ricordava quello di un bambino che, dopo essersi fatto male, riesce di nuovo a sorridere; qualche istante ancora, e poi il grande momento! Il vitellino nacque finalmente e il contadino lo strofinó con del fieno e lo posó vicino a “mamma Emma”, che incominció a leccarlo con amore. Poi, asciugandosi il sudore dalla fronte, ringrazió Paul con un colpetto benevolo sulle spalle. “Grazie”, amico mio – da solo non ce l´avrei mai fatta!” A proposito, mi chiamo Sepp” – “ Io sono Paul.” “ Bene Paul, andiamo giú nella stube, adesso ci siamo meritati un buon biccchiere.” Gli feci un cenno di approvazione mentre con un ultimo sguardo verso la vacca e il suo vitellino , chiudemmo la porta della stalla.

Fuori aveva ripreso a nevicare e grossi fiocchi di neve sfioravano il mio volto accaldato. La stube era semplice ma confortevole; l´alber di natale addobbato, diffondeva un´atmosfera particolare, la vecchia stufa in muratura con la panca intorno invitava al riposo, vicino c´era un tavolo di legno e nell´angolo una piccola cucina, dove Sepp andó a scaldare del vinbrulé.

Poi mi parló della sua vita nel maso, dei sui amici, delle sue gioie e dei suoi dispiaceri; le sue parole erano umili. “Sembra un pó duro”, pensai fra me, mentre continuava a parlare; forse non hai mai visto nulla del monde, forse a giudicare dalle modeste condizioni, vive con il minimo indispensabile, ma ció nonostante Sepp è un buon umo.

Poi mi diede una tazza piena di vinbrulé bollente e con un gesto gentile alzó il suo bicchiere verso di me: “Auguri Paul e Buon Natale!”
Era buono quel vino caldo anzi, mi sembrava piú buono del solito; quella sera avevo fatto qualcosa di speciale e quindi era giusto festeggiare.
Mancava poco a mezzanotte ma non avevo piú voglia di intraprendere la via del ritorno; cosí mit sdraiai sulla panca vicino alla stufa – per un pó riuscii a tenere ancora gli occhi aperti; mi soffermai a pensare per qualche istante a quello che era accaduto: in quel maso, nella stalla, nelle stube di quel contadino – poi sentii dire ancora: “Grazie per la bella serata” – e mi addormentai.
Il mistero della vita s´imprandoní del mio spirito e lasciai che la notte di Natale di fine secolo continuasse nei miei sogni.

Un Buon Natale augura Famiglia Lanzinger e collaboratori. 

 
 
 
 
 

 
 
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